Amaretto Jazz in the Melting Room di Ataraxia è un Extrait de Parfum gourmand da 50ml (disponibile campione da 2ml) di amaretto, cognac, caffè, ciliegia nera e miele.
La dualità della lussuria: peccaminosa, eppure profondamente umana. Come sorseggiare un dolce Amaretto Sour al miele all'inferno. Un jazz club in fiamme, colmo di calore e desiderio. Sottili note di caffè aprono la fragranza, seguite da mandorle dolci e profonde, che ricordano la bevanda del diavolo. Un accordo di pane sacramentale la avvolge, come l'eco di qualcosa di sacro: un silenzioso simbolo di battesimo, di salvezza attraverso il piacere. Godere della propria esistenza è un peccato da condannare, o il senso stesso dell'essere vivi? Questo è Amaretto Jazz in the Melting Room.
Testa: Amaretto, Pane Sacro
Cuore: Liquore di Ciliegia Nera, Amaretto, Miele, Cera di Candela, Chicchi di Caffè
Fondo: Cioccolato alla Nocciola, Cognac, Mandorla, Divano Polveroso, Passiflora, Burro di Cacao, Favo di Miele, Caviale di Vaniglia, Assoluta di Tabacco
Concentrazione Extrait de Parfum.
Il lotto 2026 è più concentrato e arricchito da una maggiore densità di materie naturali, per una fragranza più persistente e con una migliore proiezione, in linea con le nuove uscite Ataraxia.
Concept presentato da Ataraxia per il profumo Amaretto Jazz in the Melting Room.
- Ricordo che passammo davanti a un bar e lui mi disse: "È qui che ti aspetterà". La musica jazz svanì mentre la luce delle candele mi bruciava la pelle. Lo sentivo guardarmi. Lacerarmi la carne e guardarmi dentro, nel profondo.
- Cosa intendi?
- Intendo dire, puoi immaginare che un bambino di 7 anni non ami i corridoi bui né dormire nella stanza dove sua nonna era morta appena un anno prima. Ma io ho sempre avuto un terrore assoluto del diavolo, persino a casa. Tipo, davvero, davvero paura. E il fatto che lui mi inculcasse l'idea che l'amore e le ragazze, gli amici e le feste e persino i piaceri più semplici come le caramelle e il cioccolato volessero avvelenarmi con il peccato e condannarmi a un'eternità in un inferno ardente e fuso di certo non aiutava. Ora mi sembra così strano, perché ricordo vividamente ogni dettaglio dell'odore della stanza in cui dormii quella notte. Era così umida e triste. Si sentiva l'odore della vecchiaia, l'odore della vita che sfugge. Lentamente. Sinceramente, odio ancora addormentarmi la notte. Mi ci costringo e basta. Razionalmente so più o meno che non succederà niente. Non è successo niente negli ultimi 24 anni, perché dovrebbe cambiare qualcosa stanotte? Sì, scusa, cosa mi avevi chiesto?
- Interessante. Ti chiedevo cosa intendi con qualcosa che ti guardava dentro. In senso metaforico o c'era davvero un'entità? So che non è emerso nulla dalla scala che ti ho dato.
- Ah, sai che detesto profondamente la spiritualità e non vedo fantasmi e cose simili... Non credo nell'intangibile, ma accidenti, stando vicino a quel locale giuro di aver sentito il diavolo guardarmi. Quello vero, con le corna e tutto. E ho avuto molti attacchi di panico quando avevo, diciamo, 9 anni, pensando alla morte. Era l'unica cosa a cui riuscivo a pensare. È durato anni. A 21 anni ho avuto un attacco di panico così terribile che non sono riuscito a uscire di casa per 2 mesi, e avevo paura anche di restare dentro da solo. Tempi tristi.
- Mi sembra che ciò che hai detto possa essere la radice del problema. O almeno, una buona parte di essa.
- Già. Comunque, dopo tanti anni di paura, quando sono tornato a casa dall'università, ho pensato che tanto valeva andare a bere un Amaretto Sour con il Signor Diavolo e godermi davvero la vita. Non ce la facevo più. Buffo come, passando tutta la vita a fuggire da questo ipotetico inferno, abbia finito per trasformare la mia vita in uno. Curiosamente, ora l'Amaretto è il mio drink preferito. Adoro da morire le mandorle, me le sono persino tatuate. Però faccio ancora fatica a dormire la notte.